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Pastasciutta antifascista, con il concerto di Gian Piero Alloisio

25 luglio 2025 Pastasciutta antifascista, con il concerto di Gian Piero Alloisio “Si potrebbe chiamare Resistenza” e la proiezione del documentario dedicato a Rino Della Negra di Daniele Ceccarini e Mario Molinari

In questi giorni a Sarzana infuria la polemica sulla foto della delegazione giovanile della sezione “Sergio Ramelli” di Fratelli d’Italia e da giovani militanti dell’estrema destra provinciale, che inneggia a Mussolini e allo squadrismo, proprio in quella Piazza Jurgens, simbolo della Resistenza dello Stato e degli antifascisti alle violenze del Fascismo, il 21 luglio 1921, da tutti conosciuti come i fatti di Sarzana. Al Museo Audiovisivo della Resistenza, invece si celebra la caduta del fascismo il 25 luglio 1943, con l’adesione alla rete delle pastasciutte antifasciste, che conta ormai più di 300 adesioni, per l’evento in onore dei Fratelli Cervi e della Lotta di Liberazione. Ci saranno ospiti d’eccezione e la tradizionale cena sociale.

Grafica Divina

Venerdì 25 luglio 2025 al Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo (MS) ritorna la pastasciutta antifascista per ricordare la caduta del fascismo il 25 luglio 1943.

Alle ore 18.30 sono previsti i saluti degli enti soci e della presidente MaR, Carola Baruzzo.

A seguire proiezione del docufilm “Rino Della Negra calciatore partigiano” (2024) di Daniele Ceccarini e Mario Molinari.

Alle ore 20.00 pastasciutta offerta a tutte e tutti e cena sociale (menù fisso 20 euro). Per info e prenotazioni 3290099418

Alle ore 21.30 Concerto-spettacolo “Si potrebbe chiamare Resistenza” di GIAN PIERO ALLOISIO con Gianni Martini alle chitarre. Ingresso libero.

Quello del cantautore Gian Piero Alloisio è uno spettacolo che ruota intorno a canzoni che, sebbene scritte in periodi diversi, mantengono uno sguardo critico, spesso ironico ma sempre poetico, sull’immaginario collettivo. Canzoni come “Venezia”, resa nota da Francesco Guccini, o “La strana famiglia”, celebrata dalla formidabile coppia Enzo Jannacci-Giorgio Gaber. Gian Piero Alloisio ha infatti scritto canzoni con e per Maurizio Maggiani, Assemblea Musicale Teatrale, Francesco Guccini e Giorgio Gaber. In più di cinquant’anni di avventure culturali, fin dagli album graffianti de “L’Assemblea Musicale Teatrale”, accanto ad Alloisio c’è sempre stato il chitarrista Gianni Martini. Chiudono e definiscono il concerto, il racconto di una grande canzone partigiana d’autore e le testimonianze in video di partigiane e partigiani raccolte in vent’anni di “Festival Pop della Resistenza”. Si tratta di un’iniziativa che da vent’anni anni l’Associazione Teatro Italiano del Disagio, diretta da Gian Piero Alloisio, organizza con lo scopo coinvolgere attivamente le nuove generazioni, attraverso uno stretto rapporto con gli istituti scolastici del territorio e le amministrazioni, su storia, valori ed eredità della lotta di Liberazione. Si sceglie di raccontare la Resistenza attraverso spettacoli di teatro canzone (Aria di libertà, Luigi è stanco, Ragazze coraggio, Resistenza Pop, Benedicta, Anima=Memoria, Chi eravamo nessuno ce lo potrà mai rubare, Signora libertà, La gioventù). Si tratta di storie, viste finora da oltre 50.000 persone, che valorizzano il contributo di partigiani e antifascisti alla causa della libertà, promuovono gli studi storici, trasmettono i principi della Guerra di Liberazione alle nuove generazioni, creano percorsi della memoria rendendo viva e partecipata questa esperienza territoriale fra il Piemonte e la Liguria.

Inoltre, in omaggio a Roberta Alloisio – sorella minore di Gian Piero e coraggiosa cantante etnica prematuramente scomparsa nel 2017 – verrà presentata “Mi no veuggio ese mi”, milonga in lingua genovese sulla violenza di genere registrata a Buenos Aires con l’orchestra di Walter Rios.

Il docufilm diretto da Daniele Ceccarini e Mario Molinari dedicato a Rino Della Negra, un giovane di origini friulane, migrato con la famiglia in Francia dove diventa un promettente calciatore del club più antico di Parigi, la Red Star, operaio e partigiano italo – francese del gruppo Manouchian fucilato dai nazisti a Mont Valérien nel 1944, quando aveva vent’anni.

Il documentario racconta una storia sociale di lotta per la Resistenza girata tra Italia e Francia in una doppia edizione, che propone testimonianze storiche e documenti inediti e offre al pubblico uno spaccato emozionante sulla Seconda Guerra Mondiale, sull’antifascismo, sulla cultura operaia del Novecento, sull’emigrazione e anche sullo sport come aggregazione e riscatto: le radici e le origini di una famiglia italiana, proveniente dal Friuli, fuggita dal fascismo si mescolano alla storia del Paese di accoglienza, la storia della Resistenza francese.

Della Negra è anche rappresentativo di una cultura migrante in cui le radici e le origini familiari, la cultura operaia, italiana e antifascista, si mescolano alla storia del Paese di accoglienza, la storia della Resistenza francese ed europea. Una storia di lotta di Liberazione dal nazifascismo, nella quale gli italiani hanno svolto un ruolo importante in quanto, fuggiti dal regime fascista di Mussolini, hanno continuato la lotta Oltralpe, per poi riportarla insieme in Italia.

Il 21 febbraio 2024 tutto il gruppo Manouchian è stato accolto nel Pantheon di Parigi, dove riposano le grandi personalità della Francia.

Con una cerimonia ufficiale oltre alle spoglie di Missak Manouchian e della moglie Mélinée è stata posta una lapide con i nomi dei 23 condannati a morte al cosiddetto processo dell’Affiche Rouge.

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