Ancora aneddoti legati alla cucina veg veg
Potrei scrivere un libro relativo ai ricordi e agli aneddoti legati al cibo…. eccone alcuni.
Consolato Svizzero a Milano in via Palestro al civico 2 ultimo piano con affaccio sui giardini Indro Montanelli. Era una bella e caldissima mattina di fine luglio. Terminata la conferenza stampa ci portarono in terrazza: Alfonso Signorini ed io ci sedemmo a un tavolino all’ombra. Arrivò il vermut bianco ghiacciato e poi un vassoio di roastbeef: “No grazie, siamo vegetariani!” Ci portarono allora una maxi insalatona con zucchine alla julienne, carote rapès, pachino affettati, lattuga, rucola, olive nere, olive verdi, erbette, feta, gherigli di noce, mandorle e mirtilli. Una vera prelibatezza!
Conferenza stampa serale allo YAR per una trasmissione televisiva con Gaspare e Zuzzurro. Lo Yar (ormai chiuso da parecchi anni) era un ristorante russo. Atmosfera calda e avvolgente: pareti ed arredi rossi, luci soffuse. Cena con un’infinità di piattini davvero deliziosi. Alla fine Gaspare ed io decidemmo di berci una vodka e così ci alzammo per recarci al bar: Zuzzurro rimase seduto. “Due vodka calde per piacere!”. La cameriera sorridendo rispose: “La vodka si beve solo fredda!”. Noi un po’ delusi tornammo al tavolo e…..senza vodka!!
Una giornata con Cristina D’Avena. Con il treno raggiunsi Mirabilandia (quattordici chilometri da Ravenna) per intervistare Cristina D’Avena. Mirabilandia è il parco divertimenti più grande d’Italia. Trascorremmo la mattinata visitando le numerose attrazioni seguite da una folla di ragazzini fans di Cristina! A mezzogiorno pausa al ristorante. Io presi una piadina farcita con lo Squacquerone (formaggio tipico della Romagna) e una birra. Cristina fece come me. Poi raggiungemmo il teatro e lei cantò le sigle dei cartoni animati più famosi. Alla fine applausi a non finire!! Poi nuovamente al ristorante per una cena tutta romagnola!
Cucinelli re del cachemire, ma è anche molto altro!! Sensibilissimo ai problemi umani ha costruito un’azienda davvero all’avanguardia. I dipendenti gestiscono autonomamente le loro ore lavorative, i permessi (visite mediche in primis). E’ stato un viaggio soggiorno di due giorni a Solomeo il borgo del cachemire e sua sede imprenditoriale vicino a Perugia per far rivivere a noi giornalisti la gioiosa atmosfera lavorativa. Colazioni, pranzi e cene semplici, tradizionali, salutari e vini umbri. Anche Plinio il vecchio e Marziale amavano i vini umbri. Io amo il Sagrantino passito.
Botero. In un museo torinese vernissage per la mostra di Fernando Botero, grande artista colombiano (nato nel 1932 e morto nel 2023 per complicazioni di una polmonite). Botero parlava un italiano perfetto; accanto a lui la moglie; sorprendentemente una donna magrissima. Ma le donne che lui dipingeva erano tutte obese! Alla fine il rinfresco: io scelsi una toma (formaggio piemontese) accompagnata da grissini (i grissini furono creati nel 1679 da Antonio Brinero fornaio di corte per nutrire il piccolo Vittorio Amedeo, futuro re, cagionevole di salute). Ovviamente io ho bevuto il vermut bianco. Il vermut è insieme ai Gianduiotti uno dei simboli gastronomici torinesi.
San Vittore. Munita del permesso rilasciatomi dalla Questura bussai al portone di San Vittore (carcere situato nel centro di Milano). Mi aprirono, mi fecero lasciare in un piccolo armadietto borsetta e cellulare. Poi entrai in una cella dove mi aspettavano cinque detenuti. Li intervistai su come si trovassero là dentro. Erano simpatici e l’intervista riuscì benissimo. Uno di loro poi mi disse: “Vuoi un caffè?” “Si. Grazie!”. Mi preparò un caffè che versò in una tazza di latta bianca. Mi venne in mente la canzone Fabrizio De André :” Anche in carcere o’ sanno fa”.
E gli aneddoti continuano…
Articolo di Marinella Chiorino











