Alla Milano Digital Week l’AI (Intelligenza artificiale) incontra la musica
Presentato alla Milano Digital week il progetto che esplora l’interazione tra intelligenza artificiale e produzione musicale con il nuovo brano dei DEAD POETS CLUB “THE FLY” per altro già disponibile in digitale al seguente link: https://ingrv.es/the-fly-988-h. Nel brano la poetica di William Blake rivive in una nuova chiave tramite l’innovazione dell’intelligenza artificiale e l’esperienza degli autori in carne ed ossa
Il progetto presentato all’Università Milano Bicocca è nato da un’idea dei musicisti Fulvio Muzio e Roberto Turatti insieme a Giovanni Favero ed alla stessa Università degli studi di Milano-Bicocca Dipartimento Informatica Sistemistica e Comunicazione e lo spin-off Whattadata.
L’obiettivo è valutare i principali software professionali di intelligenza artificiale attraverso la creazione concreta di brani musicali inediti. e “The Fly”, fa rivivere la poetica di William Blake in una chiave nuova grazie all’innovazione tecnologica e all’esperienza del compositore e musicista dei Decibel Muzio, del DJ e storico produttore Turatti e pioniere nell’uso dell’intelligenza artificiale applicata alla musica Favero.
Dead Poets Club rappresenta quindi un ponte tra tradizione e sperimentazione, tra sensibilità artistica e nuove tecnologie; uno strumento di aprirà la strada a un futuro in cui musica e intelligenza artificiale dialogheranno in modo creativo e originale mantenendo però l’essere umano al centro del processo creativo.
Va specificato che nella fase creativa e di composizione l’intervento dell’intelligenza artificale è stato unicamente di supporto alla produzione artistica soprattutto grazie all’utilizzo di diversi cantanti virtuali. I testi scelti invece si basano su sette grandi poesie di altissimo livello letterario mondiale.
Ovviamente questo grande progetto richiede anche il supporto di esperti sia nell’ambito legale sia nell’ambito artistico che in quello tecnologico; ancora tutti da esplorare e da approfondire. Pertanto i Dead Poets Club saranno affiancati nei prossimi passi dall’avv. Giorgio Tramacere, giurista esperto in materia di diritto d’autore che approfondirà i conseguenti aspetti legali del fenomeno AI nella produzione Musicale e da Renato Caruso, musicista, musicologo ed informatico che contribuirà all’analisi dell’impatto dell’evoluzione tecnologica nei prossimi anni.
La collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca ha l’obiettivo di individuare e analizzare possibili sviluppi tecnologici che potranno favorire un utilizzo etico dell’intelligenza artificiale nella produzione musicale professionale.
Un progetto ambizioso e di grosso impatto che sicuramente rivoluzionerà ma sarà anche di supporto al mondo musicale, a cui va l’augurio di un grande successo.
Articolo di Ugo Negrini











