I Guappecarto’ nascono a Perugia come musicisti di strada nel 2004. Vengono notati dalla celebre attrice svizzera naturalizzata italiana Madeleine Fischer (Romanshorn, 12 novembre 1935 – Gubbio, 8 aprile 2020) durante una loro performance, che se ne innamora artisticamente e chiede loro di comporre una colonna sonora per il film “Uroboro”, pubblicato lo stesso anno. Grazie a questo incontro, i giovani musicisti intraprendono il loro percorso artistico che li porterà a Parigi, spinti dal desiderio di poter suonare i loro strumenti e condividere la loro musica oltre i confini italiani. Dai margini dei sobborghi parigini, i Guappecarto’ cominciano a farsi notare dal pubblico e dalla critica. Dal loro esordio, i Guappecarto’ si sono esibiti in più di 1500 concerti in tutta Europa (tra i quali la 74a Mostra del Cinema di Venezia e l’Avignone Festival), comprese importanti location francesi e italiane come il Palais de Tokio, il Palazzo Grenoble di Napoli (sede del Consolato Francese) e la Philarmonie de Paris. Lo scorso anno si sono esibiti al Biko di Milano per festeggiare i 20 anni di carriera con un concerto speciale intitolato “20”. Nel 2025 è uscito il nuovo album “D-Segni”.
Intervista
1. “D-SEGNI” nasce da un’eredità artistica legata a Madeleine Fischer: in che modo la sua figura e il suo libro “Segni” hanno influenzato la scrittura e il concept del nuovo album?
Madeleine, oltre ad aver tenuto a battesimo il gruppo, ne ha anche animato lo spirito artistico: nella sua concezione l’espressione artistica è assolutamente libera per quanto riguarda la forma, l’unica regola a cui obbedisce è quella dell’urgenza e della necessità, e tutto ciò ci trova perfettamente d’accordo. Il suo libro “Segni“, pieno di immagini e aforismi, ha immediatamente sollecitato in noi numerose idee musicali, alle quali abbiamo dato un ordine legando ogni brano a una tappa della nostra storia come gruppo, proprio nel momento in cui si stava chiudendo un ciclo per noi: ciò ci ha permesso di aprirne un altro.
2. Si parla di un’opera “sperimentale, elettrica, universale”: quali sono le principali novità sonore e stilistiche che distinguono “D-SEGNI” dai lavori precedenti dei Guappecarto’?
Quest’album, pur contenendo i tratti caratteristici della nostra scrittura, si differenzia per il modo in cui questa stessa viene plasmata: non ci siamo dati limiti, abbiamo suonato i nostri strumenti in modi non canonici, non solo ad esempio pizzicandone le corde, ma facendo uscire suoni da ogni loro sezione, abbiamo aggiunto strumenti, e trasformato oggetti di uso quotidiano in strumenti, giocando con la musica in totale libertà, seppur con rigore: il gioco è una cosa seria! Il linguaggio musicale adoperato comunica direttamente con la parte più profonda dell’essere umano invitandolo a connettersi con essa per sentire, interpretare, seguire i propri segni nella vita e provare a crearne dei nuovi.
3. Il tour di “D-SEGNI” partirà a novembre in Italia per poi proseguire in Europa: cosa vi aspettate di portare al pubblico con questi nuovi concerti e come si tradurrà sul palco l’anima visiva e simbolica del disco?
Il nostro scopo è portare il pubblico nel mondo di “D-Segni“: per noi è stata un’esperienza stupefacente, e vorremmo condividerla con gli altri, per cui cercheremo di ricreare sul palco tutta l’estetica visiva, sonora e concettuale di questo lavoro.











