Botanica della meraviglia. Coltivare lo stupore alla fine del mondo. Quando tutto sembra crollare, quando il caos dilaga e ogni cosa appare compromessa, esiste ancora uno spazio per lo stupore? È questa la domanda che anima Botanica della meraviglia, il nuovo libro di Maura Gancitano e Andrea Colamedici, filosofi, scrittori e fondatori di Tlon, progetto culturale che ha riportato la filosofia nel dibattito pubblico con un linguaggio accessibile e coraggioso.
Botanica della meraviglia non è un manuale di sopravvivenza, non offre ricette rassicuranti né soluzioni definitive. È piuttosto un erbario filosofico, una documentazione paziente e ostinata di ciò che continua a germogliare nelle crepe dell’apocalisse: pratiche di resistenza culturale che sbocciano dove non dovrebbero, forme di vita del pensiero che persistono contro ogni ragionevolezza.
Gli autori ci accompagnano in un viaggio che attraversa territori improbabili: il corpo che custodisce dissolvendosi, la gioia che non spera, la lettura silenziosa che genera comunità, le maschere che rivelano invece di occultare. Ogni capitolo è un fiore catalogato in questo erbario del possibile, una pratica per non impazzire mentre il mondo brucia.
La metafora botanica che attraversa l’intero testo non è solo ornamento stilistico, ma nucleo concettuale: come le piante che crescono negli interstizi urbani, tra l’asfalto e il cemento, così la meraviglia si fa strada tra stupore e spavento, tra fascino e orrore. È una meraviglia ostinata e contraria, che non nega la crisi ma la attraversa con una caparbietà solo apparentemente insensata.
Ciò che colpisce è la capacità di mantenere uno sguardo lucido senza scivolare nel cinismo, di riconoscere che molte forme di vita culturale sono in via di estinzione, eppure continuare a documentare la bellezza che l’umano genera anche (o forse soprattutto) quando sa che è tutto inutile. Non è ottimismo ingenuo né disperazione nichilista, ma qualcosa di più sottile e necessario: la consapevolezza che creare senso è un atto di resistenza in sé.
Il libro dialoga implicitamente con il pensiero ecologico contemporaneo, con quella sensibilità che riconosce l’interdipendenza tra tutte le forme di vita e la fragilità degli equilibri che sostengono l’esistenza. La botanica diventa così anche una lezione di etica: osservare ciò che germoglia nonostante tutto significa imparare a riconoscere la vitalità che persiste nei margini, nelle zone considerate morte o irrilevanti.
In un tempo che esalta la produttività e l’efficienza, che pretende risposte immediate e certezze granitiche, Botanica della meraviglia restituisce dignità all’incertezza, mostrandola non come debolezza ma come strumento prezioso di navigazione. La meraviglia non è un lusso per tempi migliori, è la pratica che rende possibile attraversare il presente senza smarrire l’umanità.
Gancitano e Colamedici scrivono con una prosa che intreccia rigore filosofico e sensibilità poetica, citando filosofi, artisti, pensatori e pensatrici senza mai appesantire il discorso. Il loro è un linguaggio che si rivolge a chiunque si senta disorientato dal presente, a chi cerca non consolazione ma compagnia nel disorientamento, strumenti per coltivare bellezza anche quando sembra assurdo farlo.
Preziose (e spesso divertenti) sono anche le note a margine che si susseguono lungo il testo: un botta e risposta tra i due che trasforma la lettura in una sorta di dialogo a tre voci. Scambi che rivelano il pensiero in formazione, il disaccordo fecondo, la riflessione condivisa, restituendo chi legge non solo il risultato ma il processo stesso del filosofare.
Un libro che parla a chi non si accontenta di sopravvivere, ma cerca modi per abitare pienamente questo tempo difficile. Non un manuale per diventare persone migliori, ma un prontuario di pratiche per restare umani mentre il mondo si trasforma. Un invito a farsi giardinieri della meraviglia, a coltivarla con ostinazione nelle crepe del presente, sapendo che ogni gesto di cura verso ciò che è fragile e prezioso è già un atto di resistenza e di libertà.
Botanica della meraviglia. Coltivare lo stupore alla fine del mondo
Maura Gancitano e Andrea Colamedici
HarperCollins Italia, 2025
Articolo di: Cinzia Ciarmatori











