Carnevale di Viareggio domenica sulla Passeggiata il corso di apertura! Sei appuntamenti, nove colossi di prima categoria e un intero mese di satira graffiante: dal 1 al 21 febbraio i Viali a Mare tornano a essere il palcoscenico a cielo aperto più spettacolare d’Europa.
Non è solo una sfilata, è una prova di forza creativa che dura da 153 anni. Il Carnevale di Viareggio si prepara al debutto del 2026 confermando i numeri da capogiro che lo hanno reso un’icona mondiale: oltre 600mila spettatori attesi per ammirare le “macchine sceniche” che trasformeranno il Lungomare in un ring di satira e ingegneria.
Il Calendario dei Corsi
Il colpo di cannone darà il via alle danze domenica 1 febbraio. Seguiranno altri cinque appuntamenti (7, 12, 15, 17 e 21 febbraio) per un’edizione che promette di alzare l’asticella della tecnologia applicata alla cartapesta. In pista vedremo una flotta imponente:
- 9 Carri di prima categoria (i mastodonti che sovrastano i palazzi);
- 4 di seconda categoria;
- 16 tra mascherate in gruppo e maschere isolate.
Oltre la sfilata: il “colore” come manifesto
Se i Corsi Mascherati sono il cuore, il Fuori Corso è l’anima culturale di quest’anno. Il tema portante del 2026 è il Colore, inteso non solo come estetica, ma come messaggio politico di pace e libertà. Un percorso che si snoderà tra mostre temporanee (non solo a Viareggio, ma anche a Napoli e Stazzema) e installazioni presso la Cittadella, vero quartier generale dove gli artisti della cartapesta lavorano tutto l’anno.
La città che non dorme: i Rioni
Per chi cerca l’essenza più verace, la festa si sposta dai viali ai quartieri. Sono 13 le feste rionali notturne in programma: qui la gastronomia locale, la musica e la danza di strada prendono il sopravvento, trasformando Viareggio in un grande club sotto le stelle.
Il commento istituzionale
Presentato ufficialmente ieri pomeriggio a Palazzo Strozzi Sacrati, l’evento gode del pieno supporto di Regione Toscana e Comune. Il Presidente Eugenio Giani ha sottolineato come la Cittadella sia oggi un “presidio culturale permanente”, mentre la Fondazione, guidata da Marialina Marcucci, ha puntato tutto sulla capacità dei carristi di interpretare il presente con intelligenza artistica e una punta di ferocia ironica.











