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Lucia Lombardo, ideatrice de Le Case di Lucy

Abbiamo incontrato Lucia Lombardo, ideatrice de Le Case di Lucy, un innovativo format immobiliare italiano che rivoluziona il modo di presentare e vivere la compravendita di una casa. Ispirato al concetto internazionale di Open House, questo approccio trasforma le tradizionali visite immobiliari in veri e propri eventi, creando un’atmosfera unica fatta di incontri, emozioni e storie. Durante ogni Open House, Lucia trasforma l’immobile in un set cinematografico, arricchendolo con tematiche diverse che ne esaltano il carattere e le potenzialità. Attraverso il suo brand, nato in collaborazione con RE/MAX Valori, “La Mary Poppins del mercato immobiliare” dimostra come sia possibile unire arte e compravendita, celebrando ogni casa non solo come un investimento, ma come un luogo ricco di vita, calore e creatività.

  1. “La Dimora della Luna” è un titolo evocativo. Cosa ti ha ispirato nella scelta di questo tema?

La mia ispirazione nasce dal celebre Discorso della Luna di Papa Giovanni XXIII. Quella sera, una luna splendida illuminava Piazza San Pietro mentre il Papa pronunciava parole di straordinaria dolcezza: “Date una carezza ai vostri bambini”. Questo invito alla tenerezza e all’amore per l’infanzia ha profondamente influenzato il mio lavoro.

Grafica Divina
  1. Lucia Lombardo come si collega il Discorso della Luna di Papa Giovanni XXIII all’idea dell’evento?

Sapendo che in quella casa erano state girate alcune scene del film “Incompresa” di Asia Argento, ho scelto di reinterpretarlo attraverso un tema a me molto caro: l’innocenza e la purezza dei bambini. Per me, la luna rappresenta il cuore della protagonista visto dall’interno, il riflesso della sua anima candida e dei suoi sogni tanto grandi da diventare una dimora: La Dimora della Luna. I bambini abitano il nostro mondo di adulti, spesso dovendo adattarsi alle sue regole. Nel mio evento, invece, saranno gli adulti a compiere un viaggio nel cuore di Aria, la bambina protagonista del film, immergendosi nelle sue meraviglie, nei suoi sogni e nella sua visione incontaminata della realtà.

  1. Cosa speri che i partecipanti portino con sé dopo questa esperienza immersiva?

Vorrei che gli adulti tornassero a casa con un bagaglio emotivo ricco e profondo, con qualcosa che lasci un segno dentro di loro. Dai bambini abbiamo molto da imparare: la loro capacità di stupirsi davanti alle piccole cose, la resilienza con cui cadono e si rialzano senza paura, la purezza con cui sognano senza limiti. Crescendo, spesso perdiamo tutto questo: smettiamo di sorprenderci, di credere nelle possibilità infinite, di vedere il mondo con occhi colmi di meraviglia. Attraverso questa esperienza immersiva, desidero offrire agli adulti l’opportunità di tornare, anche solo per un attimo, a quella dimensione autentica e incontaminata che appartiene all’infanzia. Vorrei che riscoprissero la bellezza di sognare in grande, la libertà di lasciarsi stupire, la leggerezza di non avere paura di sbagliare. Spero che chi parteciperà a questo evento possa portarsi via non solo un’emozione, ma una piccola trasformazione interiore: il ricordo di uno sguardo più puro, la voglia di riscoprire la meraviglia nelle cose semplici e, soprattutto, il desiderio di custodire e proteggere quel bambino interiore che spesso dimentichiamo ma che, in realtà, non smette mai di esistere dentro di noi.

  1. Lucia Lombardo la casa scelta per l’evento ha ospitato le riprese del film Incompresa di Asia Argento. Questo ha influenzato la narrazione dell’evento?

L’ evento nasce da un percorso interamente personale e artistico. Entrare in quella casa, che ha fatto da sfondo a un noto film, mi ha colpita non tanto per le immagini cinematografiche, ma per l’atmosfera e le emozioni che vi ho percepito. Ho ammirato la purezza e la forza di Aria, e quell’incontro mi ha ispirato a riscoprire quel cuore innocente che tutti, da bambini, portiamo dentro.

“La Dimora della Luna” non è un’estensione ufficiale del film, bensì la mia personale interpretazione: un invito a rievocare, attraverso uno spazio unico, la magia dell’infanzia, quel modo di vivere la vita con entusiasmo e senza timore di cadere, per poi rialzarsi ancora più forti. È un viaggio emozionale che unisce il ricordo di un’interpretazione intensa alla volontà di dare nuova vita a un luogo carico di significati, senza alcun legame formale con la produzione cinematografica.

In sintesi, questo evento è il frutto della mia sensibilità artistica, un percorso che trasforma la casa in un simbolo di rinascita e meraviglia, dove ogni angolo racconta la storia di un sogno riscoperto.

  1. Come hai selezionato gli artisti coinvolti, come Giulia Salerno, Mao, Luca Verri e Laura Mancarella?

La scelta degli artisti per “La Dimora della Luna” è stata guidata dalla volontà di creare un’esperienza che esaltasse la profondità di questo luogo attraverso diversi linguaggi artistici. Mauro ‘Mao’ Gurlino, con il suo progetto CortoCorto, ha dato spazio a oltre 1.000 artisti, dimostrando un’incredibile sensibilità nel creare connessioni tra le arti. Il suo ruolo di regista luci e audio sarà essenziale per costruire un’atmosfera immersiva e suggestiva. Laura Mancarella, artista di fama internazionale, trasforma la materia in emozione, e la sua ricerca sull’equilibrio tra astrattismo e natura offrirà al pubblico un’esperienza visiva profonda e avvolgente. Luca Verri, con la sua capacità di creare un legame emotivo con il pubblico attraverso il pianoforte, accompagnerà l’evento con una musica capace di dialogare con gli spazi della dimora, amplificandone la magia.

Giulia Salerno, che ha già lasciato un segno con il suo talento, torna in questo luogo non per rievocare il passato, ma per aggiungere una nuova dimensione artistica all’evento. Casa Poesia Torino, infine, contribuirà con la forza evocativa della parola, creando un ulteriore ponte tra memoria, arte e nuove visioni. Ogni artista è stato scelto per la capacità di rendere La Dimora della Luna un’esperienza culturale autentica, in cui la casa stessa diventa protagonista di un nuovo racconto.

  • Lucia Lombardo puoi raccontarci come si integrano musica, arte e poesia nella presentazione della casa?

“La Dimora della Luna” è un’esperienza immersiva in cui la casa diventa il cuore pulsante di un bambino, un luogo vivo che accoglie gli ospiti invitandoli a riscoprire la meraviglia e l’emozione. Come nelle cene al buio, dove i non vedenti guidano i partecipanti in un mondo sensoriale nuovo, anche qui musica e poesia sono strumenti che trasformano la percezione dello spazio. La musica di Luca Verri si intreccia con l’energia della casa, accompagnando il pubblico in un viaggio emotivo senza tempo, mentre le parole di Casa Poesia Torino evocano suggestioni che dialogano con le pareti, gli oggetti, l’atmosfera. Non si tratta di raccontare il passato, ma di creare una nuova narrazione sensoriale in cui ogni ospite possa trovare il proprio significato. In questa casa ho sentito e respirato un’atmosfera speciale, vibrante e positiva. Attraverso l’arte, la musica e la poesia, vogliamo amplificare questa sensazione, trasformando la dimora in un’esperienza che va oltre la semplice visita: un luogo che si ascolta, si vive e si sente.

  1. Le Case di Lucy trasformano la vendita immobiliare in un viaggio culturale. Cosa rende unico questo approccio rispetto alle tradizionali Open House?

Quello che faccio va oltre il concetto di open house tradizionale. Per me, vendere una casa significa entrare nella vita di una persona che si affida a me in un momento importante. Ogni casa ha un’anima, una storia, e il mio compito è farla emergere attraverso eventi che non sono semplici presentazioni, ma esperienze uniche.

Le Case di Lucy non è solo un progetto immobiliare, è un modo di sentire e vivere gli spazi. Ci metto il cuore, perché credo che una casa non sia solo muri e arredi, ma emozioni, ricordi e possibilità. Per questo ogni evento che organizzo è diverso dagli altri: unisce arte, musica, poesia e luce per far sì che chi entra non veda solo una proprietà in vendita, ma possa percepirne davvero l’essenza. Non mi considero solo un organizzatore di eventi immobiliari, ma un artista che racconta le case attraverso esperienze sensoriali, creando connessioni autentiche tra le persone e i luoghi che potrebbero diventare parte della loro vita.

  1. Lucia Lombardo hai definito ogni casa come un “set cinematografico”. Come riesci a bilanciare la parte creativa con l’obiettivo commerciale?

Cerco sempre di bilanciare la mia visione artistica con un approccio concreto e curato. Per me, una casa non è solo uno spazio da mostrare, ma un luogo con un’anima, e il mio compito è farla emergere affinché chi la visita possa sentirla davvero. La parte creativa mi permette di trasformare ogni evento in un’esperienza unica, in cui arte, musica e poesia aiutano a creare una connessione autentica tra le persone e l’ambiente. Ma c’è anche un lato più razionale, fatto di attenzione ai dettagli, ascolto delle esigenze e capacità di far incontrare chi cerca una casa con lo spazio giusto per lui. In Le Case di Lucy, tutto questo avviene in modo naturale: l’emozione e la professionalità si intrecciano, permettendo alle case di raccontarsi e alle persone di trovare il loro posto nel mondo.

  1. Qual è stata la reazione del pubblico e dei potenziali acquirenti durante gli eventi precedenti a Firenze e Milano?

Ogni evento è stato un passo importante nella mia crescita professionale e personale. In ogni occasione, ho cercato di creare un’esperienza che andasse oltre la semplice presentazione di una casa, ma che fosse un viaggio emozionale per chi vi partecipava. Questi eventi sono stati la svolta emotiva che ha confermato la validità della mia visione: far percepire la casa non solo come un luogo fisico, ma come uno spazio vivo, pronto ad accogliere nuove storie. Gli invitati hanno vissuto l’esperienza con entusiasmo e partecipazione, immergendosi nell’atmosfera che avevo cercato di creare. E, grazie a Dio, i risultati sono sempre arrivati: il mio messaggio è stato ricevuto e le case hanno trovato nuovi proprietari, ma ciò che più mi rende felice è che ogni evento ha lasciato un segno, un ricordo positivo in chi ha avuto il privilegio di essere parte di questo processo.

  1. Lucia Lombardo qual è il messaggio che vuoi trasmettere attraverso questo progetto?

 Con La Dimora della Luna voglio celebrare la bellezza dell’innocenza e il potere di credere nei propri sogni. Questo evento non è solo una presentazione di una casa, ma un viaggio emotivo che invita a riscoprire la magia della vita, quella che ci permette di sognare e di vedere la bellezza nelle piccole cose. La casa diventa così un simbolo di possibilità, un luogo dove la realtà può incontrare i sogni, dove ogni angolo può raccontare una storia di speranza e di futuro. Io credo fermamente che la vita sia breve e che sia giusto gettarsi con coraggio nelle proprie passioni. Ogni evento che creo nasce da questo spirito: non voglio solo vendere case, ma creare esperienze uniche che ispirino gli altri a credere nei loro sogni, a perseguirli con determinazione e cuore. E così, attraverso Le Case di Lucy, cerco di offrire non solo un immobile, ma un’opportunità di sognare, di vivere e di credere che tutto è possibile.

  1. Lucia Lombardo hai già in mente altre città o case speciali dove portare Le Case di Lucy?

Vivere il presente è per me un atto di fiducia, un modo di essere pienamente immersi in ciò che accade ora, senza rincorrere il futuro. Ogni evento che organizzo nasce dalla consapevolezza che la magia si crea nel momento in cui si è completamente presenti, nel gesto, nel respiro, nell’emozione che si condivide. I sogni, quelli veri, non sono qualcosa da rincorrere a tutti i costi, ma un cammino che si costruisce strada facendo, un passo dopo l’altro, mentre si dà il meglio di sé in ogni singolo istante. Non è una corsa verso un obiettivo lontano, ma un viaggio che prende forma nel qui e ora. E mentre il mio cuore batte per ogni casa che accompagno, so che ogni esperienza, ogni incontro, è una tessera che arricchisce il mio sogno. Mi piacerebbe approdare a Roma, portare Le Case di Lucy in una città che ha una storia unica, capace di ispirare e far sognare. Ma questo non è un sogno lontano, è un desiderio che cresce passo dopo passo, con pazienza e passione.

  1. C’è un sogno particolare che vorresti realizzare attraverso questo format innovativo?

Un sogno che mi sta molto a cuore è quello di portare il mio lavoro in TV, creando un format che mostri il backstage, quello che succede realmente dietro le quinte di ogni evento che organizzo. Ho scritto e depositato questa idea, e spero sinceramente che diventi realtà, perché credo che il pubblico possa apprezzare non solo il risultato finale, ma anche tutto il processo creativo che c’è dietro. Lucy è il mio alterego creativo, quella parte di me che vive il lavoro con un’energia vibrante e spontanea. È l’essenza della mia passione e della mia visione artistica, una figura che porta leggerezza e vivacità, e che rende ogni evento unico. Le persone del mio staff si divertono a interagire con lei, perché è proprio questa energia a rendere speciale ciò che facciamo. Sarebbe bellissimo poter mostrare tutto questo, raccontare la bellezza del processo creativo, l’entusiasmo, la leggerezza che ci spinge ogni giorno a realizzare eventi unici. La passione è contagiosa, e credo che mostrarla potrebbe ispirare anche gli altri a seguire i propri sogni con la stessa intensità e autenticità.

Grazie a Lucia Lombardo

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