Il “Lupo” di Luca Bertozzi azzanna il Burlamacco d’Oro una cittoria annunciata per il carrista che torna sul gradino più alto del podio.
La sesta sfilata notturna del Carnevale di Viareggio 2026 non è stata solo la passerella finale di giganti di cartapesta; è stata la chiusura di un cerchio magico lungo dieci anni. Mentre i fuochi d’artificio illuminavano il Lungomare, il verdetto della giuria “straniera” sanciva il trionfo di Luca Bertozzi con il suo «In bocca al lupo». Una vittoria che profuma di redenzione per l’artista che, solo dodici mesi fa, era sprofondato all’ultimo posto meditando un addio prematuro alle scene.
Il Riscatto della Favola Bertozzi ha vinto ribaltando i canoni: la sua Cappuccetto Rosso non finisce nella pancia del lupo, ma ne diventa amica in un finale “buonista” che ha conquistato tutti. Un carro tecnicamente superbo, che ha sfruttato al meglio le sfilate in notturna grazie a un impianto illuminotecnico da stadio e movimenti fluidi. Ma se Bertozzi ride, il podio della Prima Categoria racconta anche altre storie: l’argento a sorpresa dei Samurai di Luigi Bonetti (che si salva così da una posizione triennale critica) e il bronzo di Alessandro Avanzini, che con la sua “Gallina dalle uova d’oro” ha confermato come la satira politica graffiante sia ancora un pilastro fondamentale di questa manifestazione.
Un arrivederci internazionale L’edizione 153 si è tinta di colori globali. In tribuna d’onore, le delegazioni di Malta e del Washington Festivals & Events Association hanno osservato con stupore il “know-how” viareggino. Ma il calore vero è arrivato dal sud: il gemellaggio con Napoli ha portato in Passeggiata non solo l’arte dei Quartieri Spagnoli con la Fondazione Foqus, ma anche il gusto, grazie alla lasagna napoletana degli chef Frascione e Celotto.
L’Addio della “Lady di Ferro” A rendere l’atmosfera carica di emozione è stata la consapevolezza che questo è stato l’ultimo Carnevale di Marialina Marcucci. Dopo un decennio di record, la Presidente lascia una Fondazione solida e una città che ha imparato di nuovo a sognare in grande. Il suo ammainabandiera segna l’inizio di una nuova fase politica per la Cittadella, con l’incognita di chi saprà raccoglierne l’eredità.











