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Niente: Storia “vera” – Il primo Musical sulla vita di strada

Niente: Storia “vera” – Il primo Musical sulla vita di strada. Il 15 novembre,  al Teatro Guanella di Milano, arriva “Niente – un Musical”. E’  la commovente storia vera di un gruppo di clochard di Milano. E’ un’opera originale che descrive la dura vita di strada in un progetto unico nel suo genere raccontato per la prima volta attraverso la sola musica.

Da un’idea di Marco Marini e Andrea Anzaldi, nasce un musical che racconta di vite dimenticate, di storie che non fanno clamore, di voci che non fanno rumore, se non nell’anima di chi le ascolta e negli occhi di chi le osserva.

Grafica Divina

E’ il tema degli “invisibili”, troppo speso dimenticato che viene portato in scena con lo scopo di sensibilizzare il pubblico e rafforzarne il senso di umanità.

In scena sette performers che interpretano i ruoli di coloro che per colpa di un inciampo hanno perso tutto ritrovandosi a vivere per strada, relegati in un mondo ostile dove l’unico fine per loro  è sopravvivere. E attraverso il canto, le arie i suoni il pubblico viene spinto a prendere atto di questa triste realtà ed a confrontarsi con le storie di vita, personali di questi sfortunati personaggi. 

E’ in assoluto la prima volta che un Musical; quindi un genere di spettacolo solitamente di intrattenimento e divertimento, prende in considerazione attraverso la musica, appunto, una tematica così dura, poco adatta se vogliamo al divertimento; difficile da comprendere e da accettare:  Milano, gennaio 2000. In un parcheggio vivono cinque senzatetto che si fanno chiamare “Versailles”. La loro vita di strada viene sconvolta dall’arrivo di Roberto, un assistente sociale che vuole restituire loro un futuro. Anche un bambino fa parte di questa storia. Enea è  un bambino in affidamento che scappa per stare con la madre, Anna.  Alla comunità Enea preferisce la strada perchè lì c’è la sua migliore amica, la mamma , donna che diventa madre molto presto, con un passato travagliato, bipolare e tossicodipendente. 

E poi c’è la storia di Luigi, senzatetto bruciato vivo per gioco da due sedicenni della Milano “bene” proprio la notte prima del suo incontro con la figlia.

Alexandra, lavoratrice instancabile che finisce per la strada solo perché ha deciso di porre fine alle continue violenze di un marito alcolista e nullafacente. 

Elsa, giovane donna sfrattata e presa in giro da un uomo che non ha saputo amarla ma si è dimostrato abile a svuotarle il conto in banca.

Mattia, giovane artista di strada costretto a scappare dalle sue radici per via della sua non accettata omosessualità ed incondizionata voglia di libertà.

Enea ed Anna cui storia è stata accennata sopra. 

Ed infine di Roberto, un assistente sociale diviso tra umanità e burocrazia, che combatte per dare loro un futuro, una nuova vita a costo di compromettere la sua. 

Tutti protagonisti di un mondo di cui nessuno parla, nessuno vede, nessuno ne segnala l’esistenza, ma che con questo spettacolo; seppur cantando, si è deciso di far emergere e dare voce. 

Per la prima volta non ci saranno lustrini e paillettes, passerelle e prime donne, ma  ci saranno  gli “ultimi” ai quali questo spettacolo darà  loro voce. Finalmente uno spettacolo che porrà gli ultimi in prima fila. Assolutamente da non perdere.

Articolo di: Ugo Negrini

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Collaboratrice di numerosissime testate, tra cui Topolino e Corriere dei Piccoli, è stata direttrice responsabile di piccole testate e autrice di tre biografie (Julio Iglesias, Adriano Celentano e Nazionale Italiana Cantanti); traduttrice dal giapponese delle poesie di Murasaki Shikibu (973/1014) e Izumi Shikibu (976/1033). Ama la moda, l’enogastronomia, lo spettacolo, il design, i viaggi, la medicina e la cultura ebraica.

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